I primi 25 anni di Avis a Cavallino-Treporti

«Ringrazio tutti coloro che con me hanno contribuito alla riuscita di questa campagna di diffusione dei donatori di sangue, campagna che è servita ad alleviare il dolore e la sofferenza di tanti ammalati» S.L.

Sergio Lazzarini, tra i fondatori della sezione Avis di Cavallino-Treporti ora a lui intitolata, ne fu anche il primo Presidente per ben 22 anni, dal 1968 al 1990. In seguito venne nominato Presidente Onorario. Quanto segue è il messaggio che Sergio scrisse in occasione del 25° anniversario della fondazione, nel 1993.

Era l’anno 1967 e stavo facendo una gita turistica in Istria con degli amici. Uno di questi mi disse di essere un donatore di sangue, iscritto alla sezione di Jesolo; fu così che per la prima volta sentii parlare dell’Avis.

Avevo quasi quarant’anni ormai, ma ignoravo completamente l’esistenza di quest’organizzazione; così un mio amico me ne spiegò l’utilità e la necessità. Al ritorno mi feci accompagnare all’Ospedale di Jesolo, dove conobbi uno degli organizzatori di questo sodalizio, il dott. Antonio Toppan: era lui che gestiva il Centro di raccolta del sangue, sorto da poco grazie al benestare del Centro Trasfusionale dell’Avis della Provincia di Venezia, con sede presso l’ospedale civile di Mestre.

Fu così che nel gennaio del 1968 mi iscrissi alla sezione di Jesolo, con la convinzione di far del bene alla collettività: cominciai a donare il sangue una volta ogni tre mesi, come prescritto dalla legge trasfusionale italiana, e ho continuato così per 22 anni, arrivando a 83 donazioni.

In seguito mi dedicai al proselitismo, cercando di reclutare nuove forze tra i giovani del mio paese, il litorale di Cavallino-Treporti; cominciò così a prendere consistenza l’idea di creare una nuova sezione. Ci riunimmo con quello sparuto gruppo di primi iscritti (eravamo allora solo 21) e il 15 novembre 1968 nacque la nostra sezione, grazie anche all’appoggio del Presidente Provinciale Gaetano Zorzetto, del medico trasfusionista dott. Antonio Toppan e del Presidente della sezione di Jesolo, Marcello Giacchetto. Fu così eletto il primo Consiglio Direttivo Provvisorio: Presidente Sergio Lazzarini e Vice-Presidenti Sergio Bardella e Gianfranco Casazza.

Nel febbraio 1969, in occasione della prima assemblea della sezione del Cavallino (sorta da appena tre mesi) venne eletto il Consiglio Direttivo Permanente, alla presenza del dott. Antonio Toppan, delegato del Consiglio Provinciale: Presidente Sergio Lazzarini; Vice-Presidenti Sergio Bardella, Gianfranco Casazza; Segretario Vito Lazzarini; Consiglieri Artiano Bozzato, Beppino Bozzato, Armando Tonon. Conclusa l’assemblea con il tradizionale brindisi e con una foto ricordo, abbiamo constatato con piacevole sorpresa di aver raggiunto la cifra considerevole di cento iscritti.

Andavamo a donare il sangue presso l’Ospedale di Jesolo: io mi impegnavo ad avvisare i donatori e ad organizzarne il trasporto, soprattutto la domenica. Ricordo inoltre di aver organizzato, con il Centro Trasfusionale Provinciale, l’invio in loco dell’autoemoteca; questa iniziativa riuscì sotto tutti i punti di vista: con il numero dei prelievi di sangue e con l’adesione di nuovi donatori.

Il 19 ottobre 1969 organizzammo la nostra prima festa del Donatore in piazza Cavallino, dove stazionava l’autoemoteca per i prelievi di sangue, alla presenza delle autorità civili e militari. Si iniziò con la banda musicale, l’alza bandiera e la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti. Poi, in corteo si arrivò alla chiesa parrocchiale per assistere alla Santa Messa, celebrata dal Reverendo don Gino Fiorese. Durante la cerimonia religiosa venne benedetto il nuovo labaro, simbolo della nostra sezione, di cui fu madrina la donatrice Amelia Dalla Mora.

La nostra attività di donatori di sangue, nonché di dirigenti, è continuata in tutti questi anni: eravamo sempre pronti ad ogni richiesta, sia da parte dell’Ospedale di Jesolo con cui eravamo convenzionati per effettuare le donazioni, sia per le richieste da parte di altri nosocomi.

Tutti gli anni si festeggiava la giornata del Donatore, fissata all’ultima domenica di settembre. Nel 1978 abbiamo festeggiato in forma solenne il decennale della fondazione, con l’inaugurazione del nuovo simbolo della sezione: all’emblema nazionale sono state sovrapposte le effigi congiunte del faro (simbolo del Cavallino) e dei campanili (simbolo di Treporti): questo a significare che la nostra sezione comprendeva tutto il litorale. Quest’effige è stata riportata su targhe, decalcomanie ecc. per esaltare dieci anni di appassionata attività, svolta con sacrificio, ma pure con enorme soddisfazione.

Nel 1983 ci venne l’idea di stringere amicizia con una sezione Avis della provincia di Brescia, dove si era trasferito un nostro donatore. Prendemmo accordi con questo nostro ex donatore (Ampelio Costantini) per unire le due sezioni in gemellaggio, e nell’ottobre del 1984 abbiamo festeggiato questo sodalizio al Cavallino, con uno scambio dei simboli tra le due sezioni: grande è stata la partecipazione da entrambe le parti. Nell’aprile 1985 siamo stati noi ospiti ad Ome, dove abbiamo festeggiato con scambio di doni; questi festeggiamenti reciproci continuano ancora oggi.

Fu un periodo di grandi soddisfazioni; come riconoscimento della mia attività di proselitismo tra i donatori venni insignito della croce dei Cavalieri Internazionali di San Marco: la cerimonia ufficiale si svolse il 29 aprile 1984 nella Chiesa di San Rocco, alla presenza di varie autorità. Mi ero impegnato infatti, mobilitando anche i miei collaboratori, a trovare i donatori di un determinato gruppo sanguigno (secondo le richieste urgenti) sia di giorno che di notte, per soddisfare i bisogni di coloro che senza questa linfa vitale non sarebbero sopravvissuti. Questo attestato si trova tuttora nella sede dell’Avis del Cavallino.

Posso dire (anche con un po’ di orgoglio) di aver continuato la mia attività di donatore e di Presidente per 22 anni consecutivi, com impegno e costanza, fino al 1990, anno in cui ci fu il cambio della presidenza.

Ringrazio tutti coloro che con me hanno contribuito alla riuscita di questa campagna di diffusione dei donatori di sangue, campagna che è servita ad alleviare il dolore e la sofferenza di tanti ammalati.

Non ho dubbi che tutto ciò che è stato raccolto non andrà perduto: la generazione che ha raccolto questa eredità sappia che avrà sempre il mio appoggio e il mio impegno, sia materiale che morale.

Questi i ricordi sintetici di 25 anni di attività svolta, nella nostra sezione, sempre con entusiasmo e soddisfazione dall’ormai vecchio, ma sempre attivo

Sergio Lazzarini

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